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I longobardi e la "terra di mezzo": storia e archeologia nel libro a cura di Chiara Valdambrini

Il racconto affascinante di un popolo misterioso attraverso le fonti materiali: è in uscita per i tipi di Silvana Editoriale "Una terra di mezzo. I Longobardi e la nascita della Toscana", a cura di Chiara Valdambrini, il catalogo della mostra che con reperti anche inediti ha raccontato la grande epopea dei Longobardi in Toscana e nell’alto Lazio.

Originari, secondo l’Origo gentis Langobardorum e Paolo Diacono, del sud della Scandinavia, i Longobardi furono protagonisti di una lunga migrazione che nel 568 d.C. li condusse in Italia, dove crearono un regno destinato a durare poco più di due secoli. Un’epopea, la loro, che li portò anche in Toscana, terra di confine assorbita nell’orbita longobarda con l’occupazione della Tuscia, avvenuta fra il 572 e il 593. La conquista ridefinì un equilibro ormai fragile, indebolito dalla guerra greco-gotica, cui avevano fatto seguito epidemie di peste e carestie: il nuovo assetto generò ripresa e vivacità economica grazie al processo di integrazione.

Il volume racconta la storia di un popolo dinamico e improntato al cambiamento, che pur segnando la prima frammentazione politica della Penisola, dopo secoli di unità garantiti da Roma, ne definì linee di civiltà e cultura che avrebbero portato poi alla nascita dell’Italia medievale.


≪L'uscita del catalogo – commenta Chiara Valdambrini, direttrice scientifica del Museo Archeologico e d’Arte della Maremma e curatrice del volume - si inserisce in un momento particolare per la città di Grosseto, contendente alla selezione della Capitale della Cultura per il 2024, conclusasi con il lusinghiero risultato che ha visto il capoluogo maremmano fra le dieci finaliste, anche se purtroppo non vincitrice: è questo il segno tangibile dell’entità del percorso iniziato e che nei prossimi anni avrà per oggetto il territorio nei suoi molteplici aspetti culturali. ≪Tengo a sottolineare – continua la Direttrice - che per la prima volta, dopo tanti anni, attraverso la mostra, terminata a inizio anno, e questo catalogo, si siano accesi i riflettori su un segmento storico e un popolo poco considerati nella loro complessità e nella loro presenza sul territorio toscano. Sessanta gli autori, quasi tutti archeologi, sia italiani che no, che hanno fatto il punto sullo stato della ricerca, rendendo il volume sicuramente un riferimento forte per gli studi sull'alto medioevo toscano e sul contributo longobardo alla storia dell'intera Penisola≫.

≪Il catalogo – conclude Valdambrini - non è però rivolto soltanto agli studiosi, anzi nasce con un taglio divulgativo al fine di poter contribuire, con una narrazione per tutti, alla conoscenza della storia, affatto banale, di questa popolazione così importante per quella che sappiamo diventerà l'Italia Medievale e, al contempo, trasmettere alla comunità un maggiore senso di appartenenza al proprio passato e al proprio patrimonio meno noto, come quello longobardo≫.



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