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Verso una costituente per il patrimonio storico artistico, paesaggistico e culturale

La sinergia dell’Istituto Nazionale per il Diritto dell’Arte e dei Beni culturali

con l’Osservatorio del Diritto agroalimentare e vitivinicolo,

l'appello al “Diritto al Bello e al Buono”



L’INDAC-Istituto Nazionale per il Diritto dell’Arte e dei Beni culturali è un’associazione di avvocati e professionisti con soci in tutta Italia e articolata in Delegazioni, nata di recente a completamento di un progetto di ampie vedute che si rifà agli ideali del Bello e del Buono che già ispiravano l’antica civiltà greca. Infatti le attività dell’INDAC vanno di pari passo con quelle dell’ODAV – Osservatorio del diritto agroalimentare e vitivinicolo, associazione di professionisti con circa duecento soci in tutta Italia: la ragione d’essere che muove questi due enti è la volontà di tutelare e valorizzare quanto di eccellente abbiamo nel nostro Paese, promuovendo la cultura del diritto ognuno nel proprio ambito d’interesse – che molto spesso s’intreccia a sistema con l’altro, non solo nei metodi.


Chi siamo


L’INDAC, attraverso la vocazione formativa che colma un vuoto finora rimasto incredibilmente scoperto, mira a valorizzare eccellenze professionali sui territori, favorendo la costruzione di competenze trasversali e di un network virtuoso. La nostra istituzione culturale è un motore di crescita individuale e collettiva, dove poter immaginare (e quindi creare) il domani. È un luogo di costruzione di una nuova classe professionale e dirigente in un contesto di identificazione, aggregazione e apertura mentale.

Le attività dell’INDAC mirano alla massima diffusione di una cultura alta ma non per pochi e sempre più accessibile. In tal senso abbiamo già organizzato corsi senza fini di lucro di alta formazione in diritto, cultura e impresa dell’arte con crediti formativi riconosciuti dal Consiglio Nazionale Forense, con professionisti iscritti da tutta Italia, e abbiamo patrocinato con entusiasmo l’app ArtCentrica, un servizio cloud accessibile liberamente dove sono già presenti, fra le altre, significative selezioni delle collezioni delle Gallerie degli Uffizi, della Pinacoteca di Brera, del The Metropolitan Museum of Art, New York. È importante per noi pensare di rendere fruibile la bellezza di queste opere anche a chi, per tanti motivi e non ultimo quello della pandemia, non ha le possibilità di spostarsi e frequentare i musei o i luoghi d’arte. Poniamo molta attenzione verso una nuova didattica dell’arte: molte nostre energie verranno spese per far comprendere l’importanza della storia dell’arte nelle scuole, da materia complementare e quasi scomparsa dai programmi vogliamo che diventi disciplina fondamentale per costruire anche un senso d’identità e di appartenenza al nostro Paese, di fatto uno dei più ricchi in assoluto di arte e cultura.


La nostra vision


Siamo convinti della responsabilità di dover lasciare un mondo migliore alle future generazioni e a questo risultato si arriverà ricucendo un rapporto che ora è stato spezzato, quello con la natura, vista come antagonista, come un ostacolo da abbattere per lasciar transitare il progresso (e l’arte contemporanea denuncia nella sua bruttezza questa contrapposizione). Ecco, è questo a nostro avviso il modello culturale che bisogna cambiare. Per farlo è necessario farsi portatori di nuovi valori individuali e collettivi, riassumibili in una sola parola che purtroppo ora genera solo diffidenza: politica. Proprio di questo abbiamo bisogno, di una nuova politica, che già nell’etimologia suggerisce una meravigliosa pluralità che si rispecchia nelle nostre Delegazioni in tutta Italia.

La nostra politica è fondata su questo: l’etica della responsabilità.


L’azione sul territorio


Se è vero che tutti dobbiamo tutelare il patrimonio per lasciarlo alle generazioni future, è altrettanto vero che tutti debbano essere messi in condizione di poterlo comprendere e apprezzare, costruendo contesti educativi quanto più diffusi possibile. Per fare questo è necessario costruire una nuova cultura basata sull’alleanza fra istituzioni pubbliche, enti privati e imprese, nuove sinergie a favore di una innovazione sociale, politica ed etica.

In questo senso è necessario lavorare affinché si riconosca lo strettissimo legame che vi è tra i valori del bello e del giusto, che si traducono in un rapporto complesso tra arte, giustizia, educazione, civiltà e sviluppo umano, con lo sguardo al futuro ma con l’impegno per il presente. Interessanti in questo senso sono alcuni esperimenti virtuosi di intese tra i tribunali e gli enti pubblici preposti alla cura delle periferie per il recupero alla società civile degli autori di reato di contenuto allarme sociale: recuperare se stessi attraverso il recupero del decoro cittadino e quindi della bellezza a fruizione di tutti. Da sottolineare anche i risultati di alcune ricerche sull’importanza di rendere più curati e più “verdi” i luoghi di giustizia, come tribunali e carceri, microcosmi sociali dove è importante generare un maggiore senso di fiducia nei confronti della collettività e dei suoi rappresentanti, unito a una responsabilizzazione generalizzata.


Chi rappresentiamo


Siamo tutti professionisti, portiamo già in dote ognuno un patrimonio notevole di competenze diverse che condividiamo fra i delegati – accrescendolo - e diffondendolo all’esterno: la predisposizione allo studio e alla ricerca porta alla capacità di immaginare con lungimiranza scenari possibili e migliori, quello che spesso l’attuale politica non riesce a fare, concentrandosi sul consenso personale hic et nunc piuttosto che affrontare con lungimiranza la sfida del futuro. La rinascita del nostro Paese passa anche da questo.


Le strutture sul territorio


Entrambe le associazioni si articolano in Delegazioni regionali. Essendo la grande maggioranza di iscritti avvocati, grande importanza riveste la rappresentatività all’interno del Foro di appartenenza. In tal senso le attività formative e divulgative delle due associazioni godono dei patrocini delle più alte istituzioni forensi.


La rete


Le associazioni di INDAC e ODAV hanno come principale media partner la testata “Avvocati” che con le sue pagine social vanta circa 70mila follower. Si tratta di una rivista di informazione e soprattutto formazione, già media partner di istituzioni forensi come Ordini, Associazioni forensi maggiormente rappresentative e Organismo Congressuale Forense. “Avvocati” amplifica e dà risonanza mediatica alle attività formative, informative e divulgative delle due associazioni.

Crediamo fortemente nella multidisciplinarietà come elemento caratterizzante delle nostre attività: in tal senso abbiamo stipulato accordi di collaborazione con Enti di professionisti come ad esempio (l’ultimo stipulato) la Fondazione Toscana per una Cultura del Notariato.

La nostra mission


“Diritto alla bellezza” è il motto scelto per l’INDAC, arricchito e completato dalla partnership con l’ODAV in “Diritto al Bello e al Buono”. Senza sconfinare nella filosofia, basti pensare che tutti desiderano una casa in un bel borgo o con vista panoramica su un bel paesaggio: gli immobili acquistano di valore se contestualizzati in un bel territorio urbano o paesaggistico. E non si tratta di poco: è il contesto che condiziona chi lo abita. Migliorare l’ambiente circostante, renderlo più bello comporta una maggiore responsabilizzazione alla cura da parte di tutti, con cittadini che sentiranno la res publica – la cosa pubblica – come “di tutti” appunto e non più come “di nessuno”. È un peccato (forse uno dei più gravi della contemporaneità) che ora la bellezza – anche nel quotidiano - sia appannaggio di pochi, ovvero di chi se la possa permettere, come anche non è giusto che solo chi ne abbia le possibilità possa permettersi di acquistare prodotti alimentari sani per i consumatori, sostenibili per l’ambiente e rispettosi della manodopera, in una parola: buoni (ma inevitabilmente più cari). I valori del bello e del buono ritornano indispensabili nel definire la qualità di vita delle persone e diventano diritti. Ma i diritti vanno di pari passo con i doveri, individuali e collettivi: ed ecco l’importanza dell’educazione, dell’alta formazione professionale come indicatore di consapevolezza sociale e di una politica di maggior spessore.


Il nostro statement, verso una Costituente per il patrimonio storico artistico, paesaggistico e culturale e per uno sviluppo sostenibile


Tramite l’azione e il sostegno sinergico delle due associazioni è costituito un movimento di pensiero e azione assolutamente trasversale che possa influire sugli iter legislativi con l’organizzazione di incontri di studio, proposte di emendamenti in linea con gli scopi statutari, monitoraggio sui progetti di legge e sulle singole disposizioni, sempre tenendo di gran conto gli strumenti della formazione e informazione, entrambi su più registri – da quello più ampio fino a quello più specialistico. Di tale comitato fanno parte professionisti, rappresentanti delle più alte istituzioni pubbliche, politici, accademici, filosofi e chiunque possa apportare un contributo di pensiero alla costruzione di uno scenario possibile di maggior benessere collettivo tramite la tutela e la valorizzazione delle nostre eccellenze.


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